sabato 28 luglio 2012

Parlando con la mia coscienza

- Ho ansia!
- Perché?
- Ho ansia perché sono giovane.
- Allora non dovresti essere in ansia, dovresti pensare solo a divertirti.
- Beh! Vorrei vedere cosa faresti tu al mio posto.
- Io?
- Si!
- Allora io andrei fuori, non senti la musica?
- Si! Ma alla fine è solo Giorgia che canta.
- Non ti piace!?
- Non rispondo.
- Cosa sogni?
- Sogno di avere tanti soldi, di comprare una casa al mare e di avere una famiglia tutta mia!
- Perché sei sempre cosi nervosa e aggressiva?
- Perché ho paura di essere attaccata, alla fine reagisco come un cane!
- Come un cane?! Tu sei tutta pazza.
- Per favore non contribuire anche tu!
- Tu sai chi sono io?
- Allora, i casi sono due: o tu sei la mia coscienza o forse sei la morte!
- ROSALBA!!!
- Sì.
- Svegliati, sono la tua coscienza!
- Meno male!
- Voglio darti un consiglio, spegni il tuo cervello per una buona volta!!!
- mmm... ok!   

giovedì 12 luglio 2012

lunedì 11 giugno 2012

Sono cose da blog (Psico)

Quanto diamo importanza a quello che la gente ci dice? Sono davvero importanti le opinioni degli altri? Di recente ho avuto un parere su questo blog. Mi è stato detto che questo blog, come in genere tutti blog, è frivolo (non erano proprio queste le parole ma il significato era questo).
Beh! Posso dirvi che questa cosa mi ha bloccato per un momento, mi sono posta la domanda: "e se fosse vero?". In fondo non ho voglia di sembrare una ragazzina, perché alla fine io sono una donna con la D maiuscola... quindi mi sono anche domandata: è mai possibile che un blog debba farmi sembrare meno interessante di quella che sono? La mia risposta è stata: no! Io sono felice di scrivere nel mio blog perché è meglio di una qualunque altra terapia da strapazzo. Poi lasciatemelo dire, forse un pochino mi merito di essere una ragazza frivola, mi merito di comportarmi da ragazza della mia età, per tanto tempo sono stata triste e malinconica. Quindi se sfoderare la mia felicità e le mie passioni significa essere frivoli, mi sta anche bene!
Questo blog non è scritto da una scrittrice ma è scritto da una ragazza che ha voglia di raccontare qualcosa e di mostrare i propri lavori al mondo perché, siamo sinceri, un pochino mi sono scocciata di rincorrere a tutti costi i galleristi, persone che parlano di onestà, che dicono di voler offrire sfogo e spazio a giovani e nuovi artisti e che poi non si degnano neanche di darti una risposta. Forse dovrei scrivere una lettera di presentazione dicendo che conosco o conoscevo questa o quella persona... sinceramente vi dico che non lo farò, io so che sono brava e quindi smetto di supplicare la gente! Quando sarò pronta ad avere il mio piccolo posticino nell'arte abbraccerò quel momento con tutto il mio calore!
Questo blog per ora è la mia finestra sul mondo e poi chissà un giorno forse si trasformerà in un vero e proprio sito!
Quindi se avete voglia di leggermi io ne sarò felice, in caso contrario vi consiglio di andare in qualche libreria a compravi un bellissimo libro!

venerdì 8 giugno 2012

Incompleto


La mia finestra è un palo, un palo immobile, una finestra che non può essere aperta. Polvere su polvere. Guardo fuori attraverso il vetro e vedo un cielo a piano terra, un cielo diviso, un cielo cieco a metà. Ecco, il palo che salva dalla pena, il palo che non accontenta mai, eppure, resta il gesto, l’eterna impresa incompiuta, palo. Urla per le strade, infestate da ambulanti randagi che cercano risposte lontane, qualche cenno improvviso, risoluto, che possa arrestare il loro errante vagare - Castagnieeeee . Urla indistinte dal gioco come le stanche onde di un lago che placide vanno e vengono nella mia testa, urla del primo pomeriggio, per uno scherzo, per una risata che non smette di divertire. Bambini già grandi, nei fatti, nei sogni infranti di una strada che non vuole raccontare favole, inutili racconti da scuola materna. C’era una volta la strada. Gli occhi servono per vedere e non vedere. Le mani sanno della loro forza, dell’innocenza perduta. L’amore è paura. L’amicizia è timore. Una volta tanto apro gli occhi e li vorrei chiudere. Trattengo il respiro della coscienza: apnea emotiva. Vado in fondo ai miei pensieri ad un passo dall’oblio, sono circondato dal vuoto dell’esistenza, dalla strada affamata di vita. C’era una volta un sogno che sapeva di speranza, lo so, lo spero. Vado giù a cercarlo. Continuo la discesa e l’ossigeno inizia a mancare, mentre stringo la mandibola per non perdere le ultime briciole d’aria, la testa si fa più pesante, i pensieri come macigni mi portano a sprofondare tra le correnti marine. Sono stanco. Mi abbandono al mare, al suo silenzio. Vedo strani pesci nel fondale che mi avvolgono in un abbraccio viscido. Mi riportano alla superficie in un attimo. È lì che incontro gli occhi di quel ragazzo. Occhi furbi e freddi che sanno di storie lontane e ombre perdute, fantasmi e cuori, miseria e immatura redenzione -Saivvooo- mi chiama. Lo vedo, alle porte di un cancello metallico, che si avvicina verso di me, cammina in fretta. Il suo volto è segnato da mille cadute,ferite, dai spregiudicati colpi della strada. Ogni favola ha la sua morale, ogni strada ha le sue cicatrici. Cicatrici inevitabili che parlano nel silenzio, crescono nel rancore. Piccolo con il corpo d’acciaio e sangue, con lacrime mute sotto la pelle mi saluta con un abbraccio veloce e inconsistente. Gli parlo -Dove abiti, dove vivi?- e le sue risposte sono un eco, i fumi stanchi di una nave lontana, una sfida da affrontare -Non ho una casa, non ho una famiglia- e mentre parlava, fumava un mozzicone di sigaretta. Aveva dodici anni e aveva iniziato dai dieci anni. A dodici anni fumava già la solitudine.- Ne vuoi una?- mi disse senza guardarmi.”Non fumo”risposi senza parlare. Lo guardai e cercai il profondo senso del suo nome, il respiro nell’apnea, la speranza di una nuova vita. Ecco un cuore solo che si scopre incompleto.


giovedì 7 giugno 2012

ANIMA



L'anima si tinge
di variopinti messaggi
come l'ala di una farfalla
cosparsa di mille colori.
Identificandomi con te
ho la sensazione di
annullamento istantaneo.
Un'ebbrezza mi coinvolge
nella sua freschezza, tale
da fare di me qualcosa
nelle tue mani.
Si, sono cosparso
e perso di te. 







pubblicato da:Aquila Selvaggia

mercoledì 6 giugno 2012

Il Dissuadersi del Tempo

Vidi l'eternità innanzi a me,
il fragore del tempo diradarsi in un singolo piccolo gesto.
L'ombra del passato tese la sua mano, pregandomi silenziosamente di afferrare il suo dolore, e mentre un vecchio orologio, regalava il suo ricordo di solitudine e pace al mio cuore, mi voltai chiudendo gli occhi, e rinnegando la lacrima che ormai di fretta, fuggiva da me, rompendo il silenzioso ticchettare del tempo... sussultai nella notte:
Non posso dormire.. devo rivederti.




 pubblicato da: Gabriele Costa